ITALIA. Rinaldo Innocenzi ci ricorda la figura storica del Colonnello Alessandro Bettoni Cazzago, cavaliere che con il suo reggimento si coprì di gloria nella Carica di Isbuscenskij

Il comandante del Savoia Cavalleria al tempo della Carica di Isbuscenskij, 24/8/1942, era il colonnello Alessandro Bettoni Cazzago. Era nato a Brescia nel 1892 da una nobile famiglia locale e abbracciò subito la carriera militare nel reggimento Guide a Voghera. Allo scoppio della prima guerra mondiale passò nei Cavalleggeri di Vittorio Emanuele come capitano; combattè sul Carso e fu decorato di medaglia d’argento. diventò effettivo presso il Savoia Cavalleria nel 1920 e  tutta la sua vita militare sarà dedicata a questo reggimento. Nell’intervallo fra le due guerre fu uno dei più grandi cavalieri  attivi nel campo dell’equitazione conquistandosi una grande fama anche in ambito sportivo; vinse la prima coppa delle Nazioni a Roma nel  1926 in sella a Scoiattolo in squadra con Tommaso Lequio, ma videro i suoi trionfi tutti i grandi concorsi ippici europei come Aquisgrana, Lucerna, Londra, Madrid ecc.. Col grado di colonnello partecipò alla campagna di Russia dove il suo reggimento si coprì di gloria a Isbuscenskij in una dell’ultime cariche della cavalleria seguita solo in ordine cronologico dalla carica di Poloj in Croazia compiuta dai Cavalleggeri di Alessandria due mesi dopo sul fronte iugoslavo. Rientrato in Italia col Savoia Cavalleria, dopo l’8/9 aderì alla resistenza partigiana bresciana e alla fine della guerra era il comandante militare della piazza di Brescia; tanto si adoperò per evitare tante uccisioni e vendette in quei tragici  giorni del dopoguerra. Riconsegnò poi al re Umberto II lo stendardo del Savoia Cavalleria da lui conservato gelosamente fra mille vicissitudini; poi si congedò dall’esercito rifiutando la promozione a generale. Ancora attivo come cavaliere nel 1948 fu selezionato per le Olimpiadi di Londra per la prova di equitazione insieme a fratelli d’Inzeo e Conforti. Il 28/4/1951 all’età di 59 anni morì improvvisamente durante il concorso ippico di piazza di Siena quando il giorno successivo avrebbe dovuto montare il suo Litargirio, un ex purosangue allevato dalla scuderia Miani. Il 29 aprile a Piazza di Siena fu vissuto uno dei suoi momenti più drammatici, quando dinanzi alla straripante folla ammutolita entrarono in campo i suoi cavalli Litargirio e Serena portati a mano da Raimondo d’Inzeo e Alessandro Perrone con la coperta e il cappuccio del lutto; immobili anche loro mentre il presidente della Fise Ranieri di Campello proseguiva nella sua commossa rievocazione di uno dei più grandi cavalieri italiani di tutti i tempi.

(Nella foto Alessandro Bettoni Cazzago a destra)

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