L’epidemia da Coronavirus è la conseguente chiusura di tutte le attività, ha portato l’economia in una situazione quanto mai drammatica, i consumi sono in caduta del 31,7% a Marzo considerando l’anno precedente, una contrazione del Pil che ad Aprile potrebbe arrivare al 13%. Dati diffusi dalla Confcommercio in uno studio sugli effetti del lockdown legato all’emergenza. A livello di turismo si parla di un meno 95% degli stranieri a partire dall’ultima settimana di marzo, meno 82% per le immatricolazioni delle auto, abbigliamento e calzature -100%. Inutile sottolineare le perdite inerenti allo sport e alle suddette scommesse, società come la Juventus stima una perdita potenziale da 110 milioni di euro, il rugby americano rischia il fallimento. In Gran Bretagna dove si può scommettere su qualsiasi evento si rischiano perdita colossali. L’impatto sul mondo delle scommesse e dello stop del calcio, oltre a rugby e cricket, senza dimenticare le corse dei cavalli, altro baluardo pesante della culutra e della storia inglese, è stato quanto mai violento e effetti immediati. William Hill, che h il 53% delle entrate provenienti dalle scommesse sportive, ha annullato il versamento dei dividendi e ha stimato in 110 milioni di sterline l’impatto della crisi sanitaria sugli introiti. Flutter Entertainement’s, per Betfair è ancora più esposta sul fronte delle scommesse sportive, dalle quali deriva il 78% dei suoi benefici. Anche in questo caso la perdita stimata si aggira tra i 90 e i 110 milioni di sterline. Cento i milioni di sterline perse con l’assenza del Grand National di Aintree, situazione drammatica nonostante le manovre governative che Boris Johnson sta applicando per limitare le perdite. E mentre negli altri paesi ad una graduale riapertura, (vedi la Germania al primo Maggio) l’ippica italiana s’interroga quando i cavalli potranno tornare in pista. Lasciare i cavalli dentro al box porta a delle perdite sanguinose, uscite molte e zero entrate, gli equini sono atleti e lo stop forzato vanifica il loro stato e il benessere stesso, allora meglio mettere in sicurezza i posti di lavori che chiuderli. Ma le risposte da parte del Ministero al momento non sono esaustive, il posticipo previsto oltre il 4 Maggio con gare a porte chiuse non soddisfa le varie associazioni, il nostro è uno sport che si svolge all’aperto, nel quale è garantito quel distanziamento sociale necessario per ovviare alle problematiche del contagio. La speranza è che qualcuno si accorga di tutto ciò, altrimenti rischiamo di veder scomparire l’intera filiera con la conseguente perdita di decine di migliaia di posti di lavoro, un vero e proprio disastro. Terminato questo stato di ‘prigionia’ il virus sarà il male minore se non verranno prese delle soluzioni estremamente serie.
(Nella foto una panoramica delle Capannelle)