Ieri sera presso l’impianto di Maia si è svolto un briefing voluto dal Presidente della Merano Galoppo Giovanni Martone, coadiuvato da tutti i soci di maggioranza e i collaboratori dell’ippodromo. Leitmotiv del simposio le sovvenzioni ministeriali, Martone ha ripetuto ciò che era stato precedentemente comunicato il 16 Giugno, senza il supporto da parte del Governo centrale i cancelli si chiuderanno dopo la giornata del 5 Luglio. Il Presidente ha voluto nuovamente evidenziare quanto questa amministrazione abbia lavorato alacremente negli ultimi otto anni della propria gestione, al fine di ottenere quei risultati che sono quanto mai palesi. Gli ostacoli sono una realtà del turf nazionale grazie sopratutto alla rinascita di Maia; negli ultimi anni i tagli effettuati al montepremi e conseguentemente al numero delle corse, hanno messo in ginocchio un settore che viene ancora considerato una spalla rispetto alle corse in piano, un boccone amaro che giustamente il Presidente non vuole inghiottire, morale, se il Ministro Bellanova e il Sottosegretario Giuseppe L’Abbate non daranno risposte chiare, non solo sulla situazione attuale ma anche sugli scenari futuri Merano serrerà i propri cancelli. Una presa di posizione dura ma condivisibile da parte di Giovanni Martone, una lunga pagina quanto mai stucchevole che si protrae ormai da circa 12 anni e che Merano non ha più intenzione di cavalcare. Costi e manutenzione delle piste sono molto elevati rispetto ad altri ippodromi, e i contributi forniti attualmente sono per Merano un palliativo rispetto ad altri impianti che oggettivamente non possono essere paragonati allo scenario di Mai. Il passivo degli ultimi anni è stato sanato sempre dal team che ha reso possibile la rinascita di Merano, ma allo stato attuale con la crisi sanitaria che ha ovviamente accentuato il problema, come ha dichiarato Martone, non può essere fatta una nuova ricapitalizzazione e continuare a mettere altro denaro. La situazione è quindi drammatica, non è nello stile del Presidente quello di mollare ma allo stato attuale non ci sono altre vie d’uscita se non quella del dialogo con il Ministero e la risoluzione definitiva del problema. Serpeggia ovviamente malumore e grande tristezza negli ambienti di Borgo Andreina, senza Merano gli ostacoli non esisterebbero più.
(Nella foto il Presidente della Merano Galoppo Giovanni Martone)