ITALIA. Merano, Desert Agenda domina la debuttanti del Prime Siepi precedendo il compagno di allenamento King Power, en plein Romano che torna alla vittoria in sella al portacolori di Tanghetti. Power molto Zar nel Sergio Giorgi, Brett strepitoso nella maiden, Blue Kazak e Pollioni nell’handicap

Raffaele Romano torna alla vittoria dopo la lunga degenza ospedaliera. Bruciando le tappe consigliate dai medici, che lo avevano in cura durante il riposo forzato presso l’ospedale meranese, il player manager bresciano ha riassaporato il gusto del successo nel giorno del Prime Siepi, gara riservata ai giovani esordienti che ha messo in evidenza Desert Agenda, ennesima perla costruita dal jockey di Bedizzole per il colori dell’amico Elia Tanghetti. Diversamente dal Cogne prova nella quale si erano confrontati gli anziani nella passata settimana, il Prime Siepi è una gara che non passerà alla storia per la qualità proposta, ma di fatto il vincitore ben sostenuto e corretto in gara in alcune circostanze dall’ottimo Romano, ha eseguito discretamente il proprio compito lasciando a ben dieci lunghezze il compagno di allenamento King Power al termine di un coraggioso coast to coast; al terzo posto Quartius per Josef Vana Sr, quarto ad ampio distacco il fucsia di Paolo Favero Attlee.

BRETT E JOSEF BARTOS

Oltre al Prime Siepi uno sguardo al Criterium di Primavera era rappresentato dalla maiden posta in apertura di programma, gara nella quale il netto favorito Brett ha vinto una gara praticamente persa strappando il successo all’ottima Heichal, recuperando l’impossibile nel tratto piano della corsa. Ottimo prospetto, fisicamente muscolare, l’allievo di Pepi Vana ha margini importanti di progresso, il debutto contro Callistemon a Milano era stato quanto mai probante, resta adesso da stabilire la consistenza degli avversari affrontati quest’oggi e la sua potenziale evoluzione, ma non vi è dubbio sulla qualità espressa dell’Aichner figlio di Arcano.

POWER ZAR E ONDREJ VELEK

Splendido Power Zar nel Sergio Giorgi. Il portacolori di Mario Montanari, giunto alla veneranda età di dodici anni ha difeso splendidamente il titolo, respingendo in fondo alla corsa il compagno di viaggio Almost Human. La miglior freschezza atletica e il rodaggio propedeutico di Lysa Nad Labem hanno fatto la differenza, oggi non cera il campionissimo Broughton, variante in più che ha permesso al figlio di Desert Prince ben gestito da Ondrej Velek di imporsi con pieno merito. Bene Almost Human, idem Il Superstite che sembrerebbe aver gradito il cross country meranese dopo il rodaggio meneghino, male Korfu che non si è poiù ripreso dopo un laghetto da dimenticare, non è partito Leonardo Da Vinci.

BLUE KAZAK E ALESSIO POLLIONI

Infine la bella vittoria di Blue Kazak e Alessio Pollioni nella periziata del Lord Madonna riservata agli anziani. Ancora un allievo di Raffaele Romano protagonista, agevolato dal gradito terreno pesante e dall’errore del frettoloso Natam, partito con il piglio del vincitore a traguardo ancora lontano.

(Nella foto in alto Desert Agenda e King Power)

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