Jonjo O’Neill Jr ha festeggiato in questi giorni il titolo di fantino condizionale inglese. Il figlio d’arte del famoso Jonjo Sr che ha ottenuto lo scettro di champion jockey per due anni (77 – 78, 79 – 80) oltre ad aver conquistato la Gold Cup di Cheltenham in sella a Dawn Run per il training di Paddy Mullins nel 1986, ha totalizzato un risultato quanto mai importante portando l’asticella a 61 vittorie, staccando nettamente l’ottimo Connor Brace che ha chiuso la stagione a quota 35. La sensazione è che Jonjo Jr (famiglia nata nella contea di Cork, come Paul Townend, Davy Russell e il giovane Darragh O’Keeffe) avrebbe potuto immagazzinare un numero più alto di vittorie se la stagione non si fosse conclusa anticipatamente. Il 22 enne oltretutto ha subito un brutto infortunio ad inizio stagione che lo ha tenuto fuori per molte settimane. Una caduta a Southwell ad agosto che ha senza dubbio frenato l’ascesa del giovane jockey, ma O’Neill sottolinea che, se ciò non fosse accaduto, se a maggio non gli fosse stato dato un divieto di correre 19 giorni dagli steward per l’uso della frusta, avrebbe avuto più vincitori con la conseguenza di perdere il suo stato condizionale al momento del rinnovo della patente. O’Neil ha detto: “Ho finito con 61 vincitori e abbiamo perso le ultime sei settimane e i primi tre mesi venendo bandito e ferito. Se non avessi perso tutto quel tempo avrei avuto più vincitori, ma il mio obiettivo era 50 all’inizio della stagione e poi quando sono arrivato a 50 ho impostato 75 ma lo stop non mi ha permesso di andare oltre.” O’Neill che poteva essere una giovane promessa del rugby inglese, ha giocato nel Cheltenham College e nel Gloucester oltre ad un altro paio d’importanti formazioni, ciò che lo ha spinto verso le corse è stato un brutto incidente di guida che lo ha mandato in ospedale. All’età di 17 anni, O’Neill prese parte al famoso temibile giro di beneficenza Dromin-Athlacca nella contea di Limerick, in cui decine di coraggiosi e sciocchi intraprendono un percorso di 15 miglia di recinzioni, fossati e muretti a secco, gara drammatica nella quale si ruppe una gamba. Tornando sulla stagione Jonjo Jr ha detto: “Sono contento di quello che ho ottenuto. Spero di poter provare a migliorarlo l’anno prossimo. Sarà difficile, ma non vedo l’ora che tutto ricominci. Sono stato molto fortunato quest’anno, ma so che devi diventare più competitivo ogni stagione che passa. L’ho capito quest’anno. La situazione attuale è surreale, mi è stato ricordato che era la settimana della Grand National e non mi sembrava affatto vero che non si corresse. Ringrazio Colin Tizzard a mettermi sopra ai suoi cavalli, è stato molto bello ed ho avuto la possibilità di mettermi in particolare evidenza. Aver montato nella Gold Cup è una delle cose più belle che ci sia per chi fa questo mestiere, e nonostante non abbia avuto fortuna, la possibilità di montare un cavallo come Native River è un’occasione che non capita spesso. Cavalcare un vincitore di Gold Cup è stato davvero speciale.” Tra gli altri vincitori di O’Neill quel mese c’erano Copperhead nel Reynoldstown Chase ad Ascot e Mister Malarky nel Betway Handicap Chase a Kempton.
(Nella foto Jonjo O’Neill Jr – Nigel Kirby Photography)